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Prima pagina (3) Editoriale (1)Politica (4) Frosinone (1)
 | | Alfano: "Residuo di grumi ideologizzati che vedono nella pacificazione un pericolo" 18-05-2013 CopyLeft: ecodellarete.net
Mara Carfagna ha chiesto l’intervento dei carabinieri dopo essere stata pesantemente insultata da due persone in un supermercato del centro di Roma. Il suo partito insorge. Alfano: "I cattivi maestri alimentano clima d'odio". Cicchitto accusa il M5S. Solidarietà da Laura Boldrini.
Sonoro "ESTIKAZZI?" di ecodellarete!
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 | | Nessun mistero 10-05-2013 CopyLeft: Malvino
Non sempre sono d'accordo con il blogger Malvino (alias Luigi Castaldi), ma, questa volta, chapeau! [Fiorenzo Fraioli]
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Su Giulio Andreotti si è detto di tutto in questi giorni, ma mi pare che con la sua morte siano andate a ridimensionarsi notevolmente le estreme figure retoriche che in vita l’hanno rappresentato come genio del male o grande statista, e in mezzo, d’un tratto, s’è fatto spazio per un ritratto assai più rispondente alla povera realtà dei fatti: era un mediocre di gran successo che ha incarnato i peggiori vizi del paese, al mero scopo di durare, per il mero piacere di durare. Ciò non toglie nulla alla sua grandezza, sia chiaro, ma la ridefinisce, e per certi versi – finalmente – la depersonalizza: Giulio Andreotti non era un mistero, tanto meno era un uomo misterioso. Forse anche i tanti misteri, di cui per anni e anni si è ritenuto fosse depositario, altro non erano che dettagli irrilevanti: anche se fossero liberati dalla millanteria in cui egli li ha fatti diventare segreti di stato, quasi certamente non spiegherebbero molto. Direi che Giulio Andreotti fu capace di entrare nelle narrazioni di comodo che un popolo di merda veniva costruendo nel corso di lunghi decenni per trovare consolazione alle sue impotenze e alle sue viltà, e fu capace di entrarvi per andare a interpretare il ruolo che gli assicurasse il dover essere necessario a spiegarle o addirittura a giustificarle. Più che accanto a De Gasperi o a Moro, andrebbe messo accanto a Mike Bongiorno e ad Alberto Sordi. Più che accanto a Machiavelli, sta bene accanto a Guicciardini. Più del tragico gesuita che sa quanto il male possa tornar utile alla Provvidenza per realizzare il bene, era il salesiano intrallazzone che sa cavar sugo dalla pietra pomice.
Non mi pare sia stata segnalata la freddezza con la quale la sua morte è stata accolta da Avvenire e da L’Osservatore Romano: più algidi di Wikipedia, neanche un cenno – neppure di sponda – alle sue lunghe ed intime frequentazioni con cinque o sei pontefici e due o tre dozzine di cardinali. Come imbarazzati a farsi vedere ai funerali. Andreotti e il Vaticano si sono serviti a vicenda al massimo, ma adesso è meglio dimenticare, far finta si trattasse di cortesie. Faranno santi La Pira, De Gasperi, Moro, ma Andreotti, che fu il più servile, risulterà in futuro come la più inservibile memoria di fedeltà agli interessi vaticani.
Giulio Andreotti si è andato nascondendo sempre più nell’immagine che era necessaria ai suoi pochi complici e ai suoi tanti avversari, a quanti lo temevano e a quanti lo ammiravano, fino a diventare vivo solo nelle tante caricature, macabre o farsesche, che gli insufflavano vita. Il vero Giulio Andreotti era quello che Leo Longanesi ritraeva nei primi anni ’50: «Quella di un romano non si può mai chiamare vigliaccheria. I romani la sanno lunga sul modo di servire i padroni e, nello stesso tempo, i propri interessi e usano della loro apparente fierezza per far sembrare la viltà solo un adattamento. Loro si adattano a mille situazioni diverse e, per giustificarsi, attribuiscono ogni sbracata al loro cinismo, o meglio, alla loro indifferente superiorità secolare, di cui perfino Mussolini ha fatto le spese. Andreotti possiede questa specie di vigliaccheria e si adatterà, glielo dico io, quando sarà il momento giusto; si adatterà pur di non perdere niente, pur di restare. Ma lo farà con garbo perché è un giovanotto garbato. Non è un tipo da gesti clamorosi o volgari. È prete». Basta intendere per «garbo» l’affabilità di chi corteggia le altrui debolezze facendosene campione, e penso siamo alla migliore messa a fuoco di un personaggio che non ebbe mai bisogno di essere persona. Giulio Andreotti non conteneva alcun enigma: era anaffettività, pusillanimità, mediocrità e vanità, ma astratte da un quadro clinico o da un romanzo di formazione. Giulio Andreotti non si era venduto l’anima al Diavolo, se n’era sbarazzato a gratis perché gli dava impaccio.
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 | | Sette anni dopo... Euiue il Sindeche!!! 13-05-2013 CopyLeft: Los Calimeros (Fiorenzo Fraioli e Claudio Martino)
Sette anni dopo una mitica cena da Sora Laura, al Giglio di Veroli: regnante Memmo Marzi nel 2006, autoreggente Nicola Ottaviani nel 2013. Resi saggi dall'età, e soprattutto consapevoli che il primo dovere di chi ha il potere è quello di far godere il popolo, aspettiamo il ritorno di Memmone...
Siamo angosciati da un quesito: sappiamo chi era il Socio di Memmone (il suo cane); chi è il Socio di Nicola?
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Sette anni dopo... euiue il Sindeche!
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 | | La vérité, l'âpre vérité 07-05-2013 CopyLeft: Los Calimeros (Fiorenzo Fraioli e Claudio Martino)
"La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c'è né sole né luna, c'è la verità" [Leonardo Sciascia]
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 | | Il dentifricio di Paolo Ferrero (adda passà 'a nuttata) 10-05-2013 CopyLeft: Fiorenzo Fraioli | |
Brevi note del vostro umile cronista a margine dell'intervento di Paolo Ferrero in occasione del seminario "La crisi economica e il ruolo dell'Europa. Analisi e proposte per uscire dalla crisi", organizzato da Rifondazione Comunista (4 maggio 2013).
(continua...) | |
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 | | Come uscire dalla crisi - Relazioni di Antonella Stirati ed Emiliano Brancaccio 09-05-2013 CopyLeft: ecodellarete.net | |
Nell'ambito del ciclo "Capire per rifondare il comunismo e la sinistra" Rifondazione comunista e il Partito della Sinistra europea hanno organizzato, sabato 4 maggio 2013, un seminario dal titolo "La crisi economica e il ruolo dell'Europa. Analisi e proposte per uscire dalla crisi". Vi proponiamo l'intervento dgli economisti Antonella Stirati ed Emiliano Brancaccio.
Stirati: I numeri che snocciola, a partire dall'istante 5'09'', sono da incubo: 49 mld di tagli nel 2012 (~3 punti di PIL), la somma complessiva nel triennio 2012-13-14 sarà di 125 mld (~8 punti di PIL), già deliberati (il famoso "pilota automatico"). Se si tiene conto del moltiplicatore fiscale, che il FMI valuta essere di circa 1,6 (forse 1,7), le previsioni più prudenziali stimano una caduta del PIL tra l'8% e il 14% da qui al 2016. Secondo Citygroup l'Italia sarà costretta a fare default sul debito pubblico. Se si tiene conto anche dei vincoli imposti dal solo Fiscal Compact (senza quindi tener conto del MES), il drenaggio fiscale dovrà aumentare di altri 50 mld l'anno, e la caduta del PIL potrebbe essere del 20%.
Nell'immediato Stirati prevede una forte impennata della disoccupazione. La caduta della produzione industriale, dal 2008, è stata del 30%, per cui moltissime imprese, che ancora resistono, davanti a questi scenari saranno costrette a licenziare, se non a chiudere.
Brancaccio: E' in corso un conflitto tra i capitali solvibili del centro e i capitali insolvibili della periferia. L'esito è una centralizzazione del potere capitalistico europeo, con concentrazione in Germania e paesi satelliti della capacità produttiva e dell'occupazione. Ne è un sintomo l'aumento, senza precedenti storici, delle insolvenze di aziende nei paesi periferici, cui corrisponde una diminuzione nei paesi "core". Neppure una drastica riduzione dei salari reali, nell'ordine del 40%, in parte già avvenuta, riuscirà a ricostituire l'equilibrio. (continua...) | |
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 | | LA SINISTRA ITALIANA MORIRÀ CON L'EURO? 09-05-2013 CopyLeft: Dal blog sollevazione.blogspot.com | |
Compagniiiiii???? Compagnucciiiii? Ci siete? Sapete leggere???? Volete rispondere???
Macché, che je frega a questi qua! I cazzi loro se li sono fatti, asservendosi ai voleri del grande capitale globale e globalista, e adesso si godono la meritata pensione. Loro....
Fiorenzo Fraioli
p.s. Mi scusi, signor Presidente, sono stato troppo violento? Temo di sì, non c'è nulla di più violento della verità. (continua...) | |
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 | | Frosinone / Lo stato del "Monumento ai caduti di tutte le guerre", opera realizzata da Umberto Mastroianni su commissione della città di Frosinone 08-05-2013 CopyLeft: Massimiliano Mancini
Documentario report sul "Monumento ai caduti di tutte le guerre", opera realizzata da Umberto Mastroianni su commissione della città di Frosinone gli (la cui idea è del 1970), eseguito in acciaio e collocato nel 1977 nell'attuale piazzale Dei tre martiri toscani nella città capoluogo della Ciociaria, nello stesso luogo ove in 6 gennaio 1944 furono fucilati 3 ragazzi toscani fuggiti dal fronte dell'Italia meridionale per raggiungere le famiglie per il Natale.
L'opera è l'assemblage macchinistico di tutte le false ideologie, che hanno schiacciato l'uomo da sempre: sono gli strumenti che l'hanno macerato e distrutto e che l'uomo continua a produrre, infatti si vedono questi enormi cannoni in acciaio, queste ruote meccaniche che travolgo e trasformano tutto in macerie.
Il grande artista Umberto Mastroianni (Fontana Liri, 21 settembre 1910 -- Marino, 25 febbraio 1998) è stato uno dei figli più illustri della Ciociaria, scultore e partigiano italiano, era anche lo zio del grande attore Marcello Mastroianni.
Oggi quest'opera, che dovrebbe essere un vanto straordinario per la cultura, l'arte e i valori morali che esprime, e strumento per il turismo della città, è abbandonata in condizioni orribili, e rischia addirittura di crollare!
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Dossier puntata 4 - Monumento della vergogna.
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